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STOP AI TRASFERIMENTI DI ARMI IN YEMEN!

C'erano 19 persone nella casa quando è stata bombardata; erano tutti bambini e donne tranne uno. Sono stati tutti uccisi o feriti. Uno aveva solo 12 giorni  Abdullah Ahmed Yahya al-Sailami, ha perso il figlio di un anno
 
Dal marzo 2015, in Yemen si combatte un sanguinoso conflitto, di cui si parla poco.
 
Oltre 2100 civili sono stati uccisi, tra cui almeno 400 bambini. Sono morti mentre prendevano l’acqua, facevano la spesa, nei luoghi in cui si erano rifugiati o sono finiti intrappolati lungo la linea del fuoco. Più di 1.400.000 le persone che hanno dovuto lasciare le loro abitazioni.

Devastanti attacchi aerei della coalizione a guida saudita hanno causato la gran parte di queste morti, distrutto scuole, case e ospedali.

Intanto, l’Italia e altri paesi inviano armi a chi commette questi tremendi crimini.
Chiedi all’Italia di fermare i trasferimenti all’Arabia Saudita e agli altri paesi che stanno bombardando lo Yemen. Non possiamo essere complici di questi crimini!

 

Amnesty International Italia






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Avere un blog non è un reato. Ma in alcuni paesi aprirne uno è molto rischiosoPuoi sostenere Raif Badawi  diffondendo la sua storia e raccogliendo firme.  Pubblica sul tuo blog un banner invitando a firmare per Raif.  Scrivi un articolo su Raif, racconta il suo caso, promuovi le attività in programma. Diffondi #bloggingisnotacrime nei tuoi post

 
Il 25 marzo 2015 una coalizione internazionale guidata dall’Arabia Saudita (sostenuta da Usa e Regno Unito) ha lanciato attacchi aerei contro i gruppi armati houti innescando un conflitto armato nel paese, che già viveva un’instabilità politica caratterizzata dalla violenza seguita alla rivolta popolare del 2011 e all’uscita di scena del presidente Saleh. 
 
Alle milizie houti (e unità dell’esercito fedeli all’ex presidente Saleh) si contrappongono i gruppi armati anti-houti (e unità dell'esercito fedeli al presidente in esilio Abd Rabbu Mansour Hadi), supportati dalla coalizione internazionale.
Questa guerra ha ucciso oltre 2100 persone, di cui almeno 400 bambini, e costretto più di 1.400.000 yemeniti a lasciare le abitazioni. Oggi la vita di 4 yemeniti su 5 dipende dall’assistenza umanitaria.
 
Le prove raccolte sul campo da Amnesty International dimostrano come tutte le parti in conflitto abbiano violato i diritti umani. 
 
La maggior parte delle vittime civili è stata causata dagli attacchi aerei della coalizione a guida saudita. Sa'da è la città che ha subito le maggiori distruzioni.
 
Nel nostro rapporto “Piovono bombe dal cielo giorno e notte” abbiamo denunciato gli attacchi aerei illegali della coalizione saudita, alcuni dei quali costituiscono crimini di guerra. Inoltre sono state rinvenute resti di bombe a grappolo, vietate dal diritto internazionale.
 
Diversi stati, tra cui Stati Uniti, Regno Unito e Italia inviano armi all’Arabia Saudita e ai paesi che stanno bombardando lo Yemen. 
 
Le richieste. Amnesty International chiede all’Italia di:
  • sospendere tutti i trasferimenti di armi ai membri della coalizione a guida saudita.
  • condannare l'uso di munizioni a grappolo
  • usare le relazioni bilaterali con i governi degli Usa e del Regno Unito perché sospendano i trasferimenti di armi e si indaghi sul potenziale abuso di armi Usa da parte dell’Arabia Saudita.
  • sostenere attivamente l'applicazione del Trattato sul commercio delle armi.
  • sostenere l’apertura di un'indagine approfondita, indipendente e imparziale sulle possibili violazioni del diritto internazionale umanitario della coalizione a guida saudita e sul lancio di razzi indiscriminati da parte degli houti e dei gruppi armati anti-houti nei pressi di aree civili. 

 

Approfondimento

La ricercatrice di Amnesty raccoglie le testimonianze dei superstiti di un bombardamento in Yemen, luglio 2015 (c) Amnesty International 

Superstiti di un bombardamento a Beni Ma’ath, giugno 2015 (c) Amnesty International

Profughi a Khamir, luglio 2015 (c) Amnesty International

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